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martedì 15 gennaio 2008

PISTORIUS

Sarò una voce fuori dal coro, e di sicuro imprevista. Dico la mia sul “collega” (assolutamente più sfortunato, essendo amputato bilaterale) Pistorius… La prima volta che lo vidi in tv stentai a credere ai miei occhi… azz… correva, e come!!! Poi l’ho un po’ “studiato”… Amputato dalla nascita, monconi assai lunghi (praticamente gli mancano “solo” i piedi, all’altezza delle caviglie…) e sicuramente benfatti e integri, fisico da urlo, votato allo sport. Dotato ovviamente di grande volontà, e supportato, di sicuro, dalla famiglia e dalle istituzioni, ha potuto dedicarsi alla corsa agonistica. A un personaggio di questo livello ovviamente si abbinano protesi tecnologicamente evolute e, quindi, performanti. Veniamo al fatto… Corre nella categoria dei diversamente abili e… non c’è storia! Ha “un altro passo”, esageratamente superiore a qualsiasi altro suo compagno di corsia. E vuole misurarsi con i normodotati… Altri successi, locali, provinciali…nazionali. Non basta… vuole le Olimpiadi. E qui arriva lo stop… L’unica cosa che mi domando è: come mai non prima? Perché hanno permesso che assaporasse la goduria di battere tanti corridori fisicamente normali? Lo trovo paradossale, e ingiusto. Pistorius non può competere con loro, semplicemente xché non sono sullo stesso piano… Lui, così penalizzato nell’avvio (la partenza è ovviamente il momento peggiore, quando deve prendere il passo…) ma così avvantaggiato nel prosieguo della corsa (l’avete viste le protesi? Non sono altro che due “molloni”!!!) non può competere con gli umani dotati di piedi e caviglie, che si flettono, storgono, dolgono, sudano. Badate bene… non dico che sia favorito… dico solo che non è una gara regolare. La mia stima, ripeto, x quanto ha fatto e x come lo ha fatto, ma un consiglio (faccio conto mi legga…): ehi ragazzo, sei un grande, ma ora basta, quello che volevi l’hai ottenuto… il mondo ti conosce… sei arrivato 2° in una batteria di qualificazione internazionale, hai già fatto oltre il massimo… datti pace. La tua battaglia l’hai già vinta, e quello è un titolo che non ti leverà mai più nessuno!

giovedì 8 novembre 2007

BUDRIO

Mi riallaccio ad un recente post dove parlavamo della bellezza, dell'estetica...
Mi piace riproporvi questo mio scritto, partorito in uno dei tanti momenti di controllata "rabbia"... BUDRIO, x me familiare, è il luogo (all'incirca) dove ha sede il Centro INAIL specializzato nelle protesi (di tutti i generi)...
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BUDRIO

La casa della tristezza, dell'angoscia,
della speranza, della nuova realtà,
ma anche della definitiva sconfitta
o della rinascita, seppur suffragata da artifizi tecnici.
Esseri deformi,
per genetica o per altro,
tanti amputati di braccia, di gambe, di tutto, di più.
Qualcuno per tristi scherzi della natura,
oppure per scelleratezze in gravidanza.
Di tutte le età,
poco sollievo che i piccoli siano la minoranza...
Uomini, troppi, donne, meno, ma tante.
Ho visto...
bambini innocenti guardare ilari le loro forme strane,
bambini innocenti che neanche sapevano di esistere,
persone prive di tutto, fuorché del tronco,
ragazzi e ragazze bellissimi e pronti al tutto dalla vita,
menomate pesantemente e che nulla avranno dalla vita...
Decine sono i tecnici che lavorano costruendo arti artificiali a ritmo infernale;
qualcuno, sempre di meno, si cala nell'umano,
nell'aiutarci a stare seduti, o in piedi,
o a reimparare a camminare.
Quasi ventimila protesi l'anno, secondo le ultime stime,
significa oltre cinquanta al giorno, domeniche comprese.
Realtà nascosta, la nostra.
Dove stanno tutti?
Rintanati come belve pericolose,
relegati nelle retrovie,
impauriti dalle differenze.
Una società, la nostra,
del solo aspetto, del bello.
Viva l'Italia, o Sparta, chiamatela come volete.
Ma invece di un solo dirupo
abbiamo strade, piazze, ponti, stazioni...
Io, per come la vedo nel mio intimo,
sono perché sono,
e non perché appaio.
Sono perché ho un cervello,
un'anima, un cuore,
delle sensazioni, delle emozioni...
e non, come tanti, perché hanno gli occhi celesti,
le spalle larghe, e sono atletici ed estremamente prestanti.
La differenza è che loro, i belli, i novelli narcisi,
hanno solo, e badate bene, solo... fortuna!
E' questo che fa la vera differenza, la fortuna.
Chi ce l'ha, ma non la considera neppure,
e chi non ce l'ha, e si vede benissimo, basta guardarlo,
e guardarsi.
Ma basta un niente, perché tutto cambi,
e il tutto, per molti, è troppo pesante.
Inaspettato, pare intollerante.
Ma non temano, i futuri sfortunati...
non si muore, cambia solo... la vita.
Siamo obbligati a...
rifondare i muri portanti del nostro io,
reinventare gli interessi e le amicizie,
adattarsi ad un nuovo lavoro, se fortunati,
imparare ad accantonare l'orgoglio, e ad abbassare sempre la testa,
tacere quando mai l'avremmo fatto...
Bisogna solo...abituarsi alla nuova realtà.
Auguro a tutti di provarlo,
certo non dal vivo,
ma in un bel sogno, e che duri tutta la notte,
e che al risveglio rimanga la paura di come potrebbe essere,
e non dire... era solo un incubo, e scrollare le spalle,
e continuare ad andare in culo al mondo.
Dobbiamo ricordare sempre che la dea bendata
non si ferma mai a lungo in un posto solo!

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Soffermatevi un pochino a pensare...
vs bb