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domenica 6 luglio 2008

no!

in questi giorni sto leggendo i commenti sul condominio su quelli che vorrebbero chiuderlo e quelli contrari.ognuno di noi ha un blog personale dove scrive copia/incolla delle cose, ma il condominio era un modo come un'altro per ritrovarci. anche se in un mese come ha fatto notare il bb sono stati solo29 post,qualcuno ci scriveva sempre qualcosa.io non sono nessuno x dire di non chiuderlo, ma spero che la mia opinione conti qualcosa. un bacio su

lunedì 7 aprile 2008

PAZZESCO DA NON CREDERCI

Australia scossa da un incesto
Il padre di una bimba è il nonno
Un caso di incesto scuote l'Australia: un uomo e sua figlia hanno rivelato di aver avuto una bimba insieme. La piccola ha 9 mesi ed è il secondo frutto della relazione incestuosa: nel 2001, un altro figlio morì pochi giorni dopo la nascita per problemi cardiaci congeniti. John Deaves, 61, e sua figlia Jenny, 39, adesso non potranno più avere rapporti sessuali, un tribunale li ha condannati per incesto e a tre anni di libertà vigilata.
Il caso è balzato all'attenzione dei media quando la coppia è andata ospite di un talk-show, "60 Minutes" sulla rete tv Nine per raccontare la relazione, iniziata 8 anni fa, quando i due furono riuniti. John Deaves se ne andò di casa quando Jenny aveva appena un anno e i due non si sono incontrati per trent'anni. Lei si è sposata e ha anche avuto due figli, fino a quando ha rivisto il padre. Ma dopo poche settimane dal nuovo incontro, i due hanno cominciato una relazione intima che, secondo gli psicologi, è dettata da "un'attrazione sessuale genetica". "Siamo intellettuali adulti, che hanno avuto la loro carriera, una vita normale come tutti e, pur avendo un legame biologico, si sono innamorate quando, ad un certo punto della vita, si sono ritrovate", ha raccontato Jenny in televisione. La bimba nata dalla relazione dei due è perfettamente sana, così come i due figli precedenti della donna; ma dalle testimonianze giunte nel corso del processo è emerso che la coppia ebbe un altro figlio nel 2001, deceduto poco dopo la nascita per problemi cardiaci congeniti. Nello stilare la condanna, il giudice ha tenuto conto dei rischi congeniti per i bimbi che nascono da relazioni incestuose oltrechè delle conseguenze psicologiche derivanti da una situazione famigliare così particolare.

martedì 11 marzo 2008

ancora anno funesto....


stamani dovevo andare a la spezia x fare una visita, dato che il distributore di benzina sotto casa mia era ancora chiuso, ho deciso che avrei fatto rifornimento in autostrada.
e così ho fatto..... solo che l'imbecille di turno invece di mettere il gasolio nella macchina ci ha messo la benzina.....ma io dico si può essere + c......i di 'sto tizio? e si che sul tappo c'era scritto gasolio.......ora ho la macchina dal meccanico.che pizza x non dire di peggio. baci su

martedì 26 febbraio 2008

BESTIA SEI SOLO UNA BESTIA

HO APPENA FINITO DI LEGGERE GLI AGGIORNAMENTI SULLA VICENDA DI GRAVINA DI PUGLIA, LA STORIA DEI DUE FRATELLINI SCOMPARSI A GIUGNO 2006.
IO NON POSSO IMMAGINARE COME UNA PERSONA POSSA UCCIDERE COSì BRUTALMENTE I SUOI FIGLI, SOLO PER DARGLI UNA PUNIZIONE ESEMPLARE, COME HA DETTO PIù VOLTE IL PADRE. TUTTI I FIGLI DEL MONDO TENDONO AD NON UBBIDIRE AI GENITORI, MA QUESTO NON Dà IL DIRITTO AI GENIORI DI TOGLIERE LA VITA A NESSUNO. MI INDIGNA ANCHE LA POSIZIONE DEI GIUDICI CHE HANNO TOLTO I PICCOLI ALLA MADRE E LI HANNO AFFIDATI AL PADRE PUR AVENDO LUI UNA CONDANNA PER AVER VIOLENTATO LA FIGLIA MINORENNE(PROPRIO UNA BELLA PERSONA) CONDANNO ANCHE LA "COMPAGNA"DEL PADRE DEI BAMBINI, SAPEVA TUTTO, E NON HA MAI AIUTATO LE INDAGINI.
FINALMENTE QUESTI DUE PICCOLI ANGELI AVRANNO UN POSTO DIGNITOSO DOVE RIPOSARE E DOVE LA MAMMA POTRà PIANGERLI. IO SPERO SOLO CHE AL PADRE VENGA APPLICATA LA DURA LEGGE DEL CARCERE, CHE CHI AMMAZZA DEI BAMBINI, AVRà PENE DURE.SCUSATE LA MIA DUREZZA DI CUORE, MA IN QUESTO MOMENTO VORREI SOLO STARE VICINO ALLA MAMMA ROSA PER RINCUORARLA. LE SONO VICINA CON TUTTO IL CUORE.
CIAO AMICI. SU

venerdì 9 novembre 2007

BASTARDISSIMIIIIIIIIIIIIIII

Maestra uccisa, bimbo accusa sarto
Lecce, descritta camera da letto

Avrebbe persino descritto la camera da letto dove si sarebbero consumati gli abusi, il bimbo figlio della donna di Parabita (Lecce) che ha ucciso la moglie del sarto, presunto molestatore del piccolo. In poco meno di due ore, il bambino di 7 anni avrebbe confermato agli inquirenti quanto sostenuto da sua madre, che proprio a causa di quelle molestie, ha ferito l'anziano e ne ha ucciso la moglie.



Con le sue dichiarazioni, il piccolo avrebbe quindi smentito la versione fornita agli investigatori dall'anziano sarto Luigi Compagnone, secondo cui i bambini che frequentavano la scuola della moglie non erano mai saliti in camera da letto.

A quanto si è appreso, il piccolo è apparso sicuro, sereno, mai titubante, ha descritto particolari, fatti, e oggetti con estrema precisione. Il bambino accompagnato dal padre e dai nonni è stato ascoltato nel centro di cura e prevenzione per l'abuso e i maltrattamenti sui minori che si trova in uno dei padiglioni del vecchio ospedale psichiatrico di Lecce. L'audizione è stata condotta alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Angela Rotondano, titolare dell'inchiesta per pedofilia e abusi sessuali che si è sviluppata parallelamente all'omicidio, e nella quale e' indagato Luigi Compagnone.

Ultimata l'audizione, il piccolo insieme con i familiari è stato fatto uscire da un accesso secondario per evitare giornalisti e telecamere. L'incontro è stato seguito con una ripresa video per cristallizzare la deposizione, poi verbalizzata dai carabinieri e consegnata ai legali difensori della famiglia, Luigi Corvaglia e Francesca Conte.

Usura: arrestato direttore di banca

Chiese sesso per saldare i debiti
Un direttore di banca dell'Istituto di Credito Cooperativo nella Bergamasca è finito in manette con l'accusa di usura, estorsione, truffa ed esercizio abusivo di attività finanziaria. L'uomo, colto in flagranza di reato ad aprile e licenziato subito dopo, avrebbe prestato denaro applicando tassi di interesse dal 23% al 460%. A un commerciante che non poteva pagare avrebbe anche proposto di saldare il debito con prestazioni sessuali della figlia.

Le vittime, imprenditori e casalinghe, venivano ricevute in filiale come tutti i clienti della banca, ma, secondo l'accusa, a loro il direttore prestava particolari attenzioni. Pesanti gli elementi a carico del funzionario, finito agli arresti domiciliari per i reati contestati. Nella sua abitazione gli investigatori hanno sequestrato importanti appunti manoscritti riportanti il nominativo dell'usurato, l'importo da riscuotere e relativa garanzia prestata. In manette è finito anche un commerciante coinvolto nei prestiti, mentre altre persone sono state denunciate.

Almeno nove i casi accertati dalle forze dell'ordine, per un volume d'affari di un milione di euro. In cambio del denaro o degli assegni consegnati, venivano generalmente richiesti assegni postdatati o effetti cambiari riportanti come importo il capitale erogato maggiorato degli interessi applicati. In un caso è stato addirittura proposto alla vittima di saldare il debito con prestazioni sessuali della figlia.

Le indagini sono state condotte Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo e coordinate dal sostituto procuratore Maria Cristina Rota. Il giudice per le indagini preliminari Alberto Viti ha disposto inoltre nei confronti dell' indagato il sequestro preventivo di 16 unita' immobiliari, del valore complessivo pari ad oltre un milione di euro.

giovedì 8 novembre 2007

E' DA VERGOGNA

Aggredisce ragazzo down per 5 euro
Bergamo, preso un giovane indiano

Un disabile è stato preso di mira per due volte da un giovane indiano che ha cercato di sottrargli il borsello che portava a tracolla, contenente 5 euro e un cellulare. E' successo a Bergamo. Il ladro ha prima tentato il furto del ragazzo down fermo alle pensiline della stazione delle autolinee. Ma è stato bloccato da un educatore che era col ragazzo. Poi è salito in autobus con lui e si è impossessato del bottino. Ma è stato preso subito dopo.



Il lestofante pensava di approffittare del ragazzo, un 19enne di Cologno al Serio. Ma non ha fatto i conti con il suo accompagnatore e con il senso di responsabilità civile della gente che gli stava attorno.

Dapprima, si è avvicinato alla sua vittima alla pensilina. Ma l'occhio attento dell'educatore del 19enne lo ha fermato.

Poi, ha ritentato seguendolo sull'autobus che lui aveva preso, senza farsi notare. A bordo gli ha strappato il borsello e poi è sceso precipitosamente dal veicolo ed è scappato a piedi per spartirsi il bottino con un connazionale.

Ma la scena non era sfuggita ad una ragazza che ha subito chiamato il 113. Così, in pochi minuti è arrivata una volante della polizia che ha rintracciato i due malviventi con il bottino

mercoledì 7 novembre 2007

sono proprio brave persone

Vietato tradire la moglie, i 'dieci comandamenti' dei boss mafiosi

Il 'decalogo dell'uomo d'onore' è stato trovato nella villetta in cui sono stati arrestati i Lo Piccolo. Tra le carte anche la nuova mappa di Cosa nostra

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Palermo, 7 nov. - (Adnkronos/Ign) - E' un vero e proprio 'decalogo' del 'perfetto duomo d'onore' quello rinvenuto dagli investigatori tra le carte della villetta in cui due giorni fa sono stati arrestati i boss mafiosi latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo(nella foto), oltre a due mafiosi ricercati, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Nel foglio sono annotate in maniera molto meticolosa tutte le regole alle quali si devono attenere gli uomini d'onore e gli affiliati alle cosche mafiose. Vietato tradire la moglie , non è permesso frequentare taverne o appropriarsi di soldi di altre 'famiglie' appartenenti a Cosa nostra. Vietato anche diventare affiliato se si ha uno 'sbirro' in famiglia. I 'dieci comandamenti' sono scritti a macchina con caratteri maiuscoli. E ancora: 'Non ci si può presentare da soli a un altro amico nostro, se non è un terzo a farlo', 'Non si guardano mogli di amici nostri', 'Non si fanno comparati (amicizia ndr) con gli sbirri', 'Si ha il dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a Cosa nostra. Anche se c'è la moglie che sta per partorire', 'Si rispettano in maniera categorica gli appuntamenti', 'Si ci deve portare rispetto alla moglie', 'Quando si è chiamati a sapere qualcosa si dovrà dire la verità'. La decima regola parla di chi 'non può entrare a fare parte di Cosa nostra'. Niente affiliazione per chi "ha un parente stretto nelle varie forze dell'ordine', oppure chi 'ha tradimenti sentimentali in famiglia', o chi 'ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali'.

Tra le carte rinvenute nella villetta di Giardinello (Palermo) anche la 'mappa' aggiornata dei mandamenti di Cosa nostra nel palermitano . Secondo quanto si apprende, nella mappa sono inserite le denominazioni delle zone controllate dai boss mafiosi, in particolare dai Lo Piccolo durante la loro latitanza. Le carte vengono studiate in queste ore fin nei minimi dettagli dagli inquirenti, che già promettono nuove indagini che potrebbero approdare a una nuova ondata di arresti.

Gli investigatori stanno mettendo intanto al setaccio anche le aree circostanti la villetta in cui sono stati arrestati i due boss latitanti e l'edificio ritenuto il covo dell'erede di Bernardo Provenzano duranta la sua latitanza. Si stanno inoltre eseguendo anche degli scavi attorno alle due villette di Giardinello, nel palermitano, alla ricerca di eventuali armi o altri 'pizzini' che potrebbero essere stati nascosti dai boss di Cosa nostra.

Si è scoperto inoltre che c'erano più di dieci santini e diversi crocifissi nelle tasche del boss mafioso Sandro Lo Piccolo. Gli investigatori hanno ritrovato i santini durante una perquisizione personale del figlio del capomafia. Non è escluso che i santini dovevano servire per nuove affiliazioni di 'picciotti' a Cosa nostra. Sandro Lo Piccolo, come il padre 'Totuccio', è detenuto nel carcere 'Opera' di Milano.

venerdì 2 novembre 2007

ASSURDO

Australia, arrestato coccodrillo
Troppo aggressivo, notte in cella
Ha trascorso una notte in cella perché troppo aggressivo. Non si tratta di un giovane fermato dopo una notte di bagordi ma di un coccodrillo, letteralmente arrestato dalla polizia perché pericoloso. E' accaduto in una cittadina australiana dove il coccodrillo, che aveva cercato di aggredire alcuni pescatori, ha passato la notte in una cella per poi essere trasferito in un allevamento assieme ad altri suoi simili.

La radio locale aveva avvertito i residenti di stare in guardia dopo che il coccodrillo di 2,4 metri aveva tentato di aggredire dei pescatori che stavano tirando a terra la loro barca al rientro da una partita di pesca. Agenti di polizia affiancata da ranger del servizio parchi nazionali hanno trovato il coccodrillo in acqua bassa a circa 30 metri dalla rampa delle barche. Hanno pero' rinviato i tentativi di catturarlo fino al calare della notte, quando i rettili sono più facili da individuare, ha detto un portavoce della polizia.

Infine gli agenti e i ranger a bordo di un motoscafo, dopo diversi tentativi falliti, sono riusciti verso le 22 a catturare il rettile che è stato portato alla stazione di polizia dove ha passato la notte come un comune criminale.

ORA MI CHIEDO A QUALE ZAMPE HANNO MESSO LE MANETTE....OPS ZAMPETTE?SCUSATE LA BATTUTA MA CI CASCAVA A PENNELLO. CIAO SUSY

mercoledì 31 ottobre 2007

cose da matti

Treviso, 30 ott. - (adnkronos) - Una donna di 55 anni di Fossalunga di Vedelago (Treviso) ha tentato di uccidersi provando a mozzarsi la testa a colpi di motosega. La donna, sola in casa, avrebbe trovato l'attrezzo in garage, poi si sarebbe recata in camera da letto e, un volta messo in moto lo strumento, si sarebbe colpita al collo nel tentativo maldestro di compire un gesto estremo. Fortunatamente la motosega l'ha solo ferita al collo in maniera non grave.

A trovare la donna, svenuta in camera, con accanto la motosega, il figlio che ha subito chiamato i soccorsi. Ricoverata all'ospedale di Treviso la donna versa, miracolosamente, in buone condizioni. Ignoti i motivi del gesto: pare soffrisse di depressione.

martedì 30 ottobre 2007

DROGA CHOC

L'annuncio choc lo ha dato don Antonio Mazzi, da sempre impegnato con la sua comunità Exodus nella lotta alla droga e nel recupero dei tossicodipendenti. "Mi telefonano due mamme. Dicono che hanno sorpreso i loro figli con uno spinello. Mi chiedono cosa fare", spiega il don. Che poi - come prima domanda alle due signore disperate - chiede quanti anni abbiano i loro figli. "Dieci anni, i nostri figli frequentano la quinta elementare", rispondono - lasciando il prete a bocca aperta - le mamme.


La storia è di quelle che impressionano. Non tanto per lo spinello, ovviamente, quanto per l'età dei "consumatori" e per l'occasione nella quale la canna gira di mano in mano. Una festa tra compagni di classe, qualche settimana fa. Qualcuno accende "il joint". Lo fa passare di mano in mano, manco fossero liceali. Lo spinello arriva tra le labbra dei due ragazzini. E le mamme, venute a conoscenza dell'accaduto, precipitano nella disperazione.

L'episodio avvenuto a Milano non è certo da considerare un fenomeno diffuso, per questo la Comunità Exodus sta seguendo da vicino i genitori, gli unici che possono intervenire nell'educazione di ragazzi così giovani. "Il fenomeno non deve divenire incontrollabile - spiega don Mazzi - per questo dobbiamo stare vicini e intervenire subito, con la scuola e i genitori".

Tuttavia, anche a considerare l'eccezionalità del caso, il quadro non è affatto roseo. Lo conferma Riccardo Gatti, direttore del servizio dipendenze dell'Asl di Milano: "Il numero dei consumatori di eroina tra i 15 e i 17 anni in molte città è superiore a quello tra i 20 e i 30 anni - spiega Gatti -. In pratica, si sta abbassando l'età media dei consumatori".

Il problema sollevato da Gatti è tutto legato al mercato degli stupefacenti. Ormai, sulla piazza di Milano, la droga costa pochissimo. Per sei euro si possono trovare spacciatori disposti a cedere un "quintino", l'equivalente di poche strisce di cocaina. Peraltro di pessima qualità, quindi pericolosissime. Certo, si sta parlando di droghe pesanti. Ma cominciare a dieci anni con uno spinello non si sa dove possa portare. Ed è questo che preoccupa don Mazzi, i genitori dei ragazzi, e tutti quelli che lottano contro la droga.

DICIOTTO ORE SU UNA BARELLA

E’ successo al Pronto Soccorso di Pisa a due ottantenni. Un’altra anziana
di FRANCESCA BIANCHI DALLE 20,30 di sera (ora dell’ingresso in Pronto Soccorso) alle 15 del giorno successivo. E poi chissà ancora quanto: diciotto/venti ore di attesa distese in una barella in mezzo al corridoio di Medicina d’urgenza. Aspettando un posto letto che non c’è: tutti pieni. E’ SUCCESSO a due anziane signore di 75 e 80 anni, una con problemi (gravi) di cirrosi epatica, l’altra affetta da cardiopadia. Nessuno è riuscito a trovare un letto per loro. E mentre i familiari decidevano di segnalare il caso alla direzione (uscendone poi rassicurati dal primario ma con le due anziane ancora in barella nel corridoio del primo piano a metà pomeriggio), in sala di attesa si accumulavano pazienti su pazienti, tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Una giornata infernale quella di ieri. Emergenze e controlli di routine si sono sommati portando al collasso la struttura. Ma non si tratta di un’eccezione. Ormai è sempre così. INTORNO ALLE 15 erano ancora lì ad aspettare una parola dai medici le due figlie di un’altra anziana signora di Pisa, età 75 anni, affetta da diabete. L’avevano accompagnata la mattina alle 8,30 alla clinica diabetologica di Cisanello per una visita al piede. «Erano in cinque dentro l’ambulatorio a visitare nostra madre — raccontano esauste — e ad un certo punto ci hanno chiamato. Eravamo fuori a fumare una sigaretta, siamo corse subito». La donna (forse sbilanciata durante la visita al piede) era caduta all’indietro battendo la nuca e il gomito. La sedia si era ribaltata. Non c’era altro da fare che salire tutti sull’ambulanza per andare al Pronto Soccorso del Santa Chiara. La visita specialistica si è trasformata in un attimo in un’urgenza: escoriazioni alla testa e alle braccia. «Alle 9,30 — spiegano le figlie — siamo arrivati al Pronto Soccorso. Alle 11 sono state effettuate le lastre, alle 14 la Tac. E’ passata un’altra ora e non sappiamo ancora niente». Le due figlie in sala d’attesa, preoccuppate e arrabbiate, la madre anche lei collocata come un pacco da ore in un corridoio. «Senza considerare — dicono — che è diabetica e non mangia dalle sette di stamattina». IL RESTO dei pazienti seduti in astanteria è quasi ordinaria amministrazione: c’è chi è lì dalle 10, chi dalle 11. Ogni tanto qualcuno si alza in piedi e chiede spiegazioni all’infermiere addetto al triage: la risposta è che i posti letto sono tutti occupati, che bisogna avere pazienza. Che «c’è gente che è qui da ieri sera». Un’infermiera entra in sala di attesa, chiama il paziente di turno ed esordisce con un poco confortante (se non allarmante) «Non ho buone notizie». Poi prosegue spiegando ad un signore anch’esso sulla settantina (con sull’avanbraccio i segni di un prelievo e il volto pallidissimo,) che ci sarà da farne un altro. A distanza di altre tre ore. Sono quasi le 16, il signore è al Pronto Soccorso dalla mattina. Deve sottoporsi ad una serie di esami (tre prelievi ogni 3 ore nelle prime 24) per controllare l’andamento della curva enzimatica. Accertamento prescritto nei casi in cui esiste il sospetto di un infarto miocardico. «Sto seduto su questa sedia nell’ingresso da ore — lamenta il paziente — se non mi sento male prima, dopo le 18 farò l’ultimo prelievo. Magari riesco a tornare a casa per la notte».

domenica 28 ottobre 2007

BASTARDI SIA DENTRO CHE FUORI

non si esclude l'infanticidio. in manette anche la nonna e il suo convivente, tutti italiani
Neonato morto in dirupo, fermata madre
L'accusa è di occultamento di cadavere: la donna avrebbe abortito e poi nascosto il corpo del bambino
CUNEO - Orrore a Pontechianale, in provincia di Cuneo: i carabinieri e i vigili del fuoco hanno trovato in un dirupo del piccolo comune di 198 anime dell'alta Val Varaita, il corpicino senza vita di un neonato. La piccola salma era chiusa in un sacchetto di plastica immerso nella neve caduta nelle ultime ore. Dalle prime indagini, il neonato sarebbe stato abbandonato subito dopo il parto. La giovane che venerdì aera stata ricoverata nell'ospedale di Savigliano per una forte emorragia, pare che abbia finito presto per rivelare quanto accaduto al figlioletto. La ragazza è stata fermata per infanticidio come la madre di lei e il convivente di quest'ultima. La coppia deve rispondere anche di occultamento di cadavere. I tre, tutti italiani, si erano trasferiti dalle Langhe a Pontechiamale 2-3 mesi fa. Ancora incerto se il piccolo sia nato vivo o morto, risultato di un aborto casalingo. Dubbi pure sulla paternità del piccino.

AUTOPSIA - Sarà l'autopsia, prevista per l'inizio della settimana, a stabilire se il corpicino privo di vita fosse un neonato o un feto. La madre, sottoposta ad intervento chirurgico per fermare l'emorragia, sta meglio ed è piantonata all'ospedale di Savigliano. È indiziata del reato di infanticidio. Sono invece in carcere la madre della ragazza, quarant'anni, e il convivente di quest'ultima, cinquant'anni, che è sospettato di essere il padre del piccolo. Le accuse nei loro confronti sono di infanticidio e di occultamento di cadavere.

MA IO DICO PORCA L'OCA SIAMO NEL 2007(QUASI 2008) E LA GENTE NON SA CHE ESISTONO DEI METODI X NON AVERE FIGLI?ESISTE ANCHE UN'ALTRA POSSIBILITà E CHE FORSE LA GENTE NON LA CONOSCE: GLI OSPEDALI DANNO L'ANONIMATO ALLE DONNE CHE NON VOGLIONO RICONOSCERE IL FIGLIO. IO SAREI X IL DENTE X DENTE:HAI AMMAZZATO IL BAMBINO BUTTANDOLO DA UN DIRUPO,LA STESSA FINE, LO SO CHE DA UNA BUONA CRISTIANA COME SONO IO NON MI DOVREBBE PASSARE DALL'ANTICAMERA DEL CERVELLO UNA COSA DEL GENERE, MA IO NON LO CONCEPISCO. BACI E SCUSATEMI SUSY