giovedì 27 dicembre 2007

Diario di Natale

Sono un pò indietro col mio diario. Dovevo scrivervi come è andata a Brucoli con Stella, e non l'ho fatto. Rimedio adesso. Appena siamo arrivati a casa, a Brucoli, Stella era nel giardino; Ci è venuta incontro di corsa e, con salti e guaiti ha preteso le carezze che non le avevamo fatto per quasi un mese. Per tutta la mattinata, però, non è voluta entrare in casa: Sdraiata sulla soglia sembrava dirci che aveva capito che quella non era casa sua, anche se non si allontanava più di tanto.
Poi si è decisa. E' entrata, mi è venuta vicino, ed ha fatto come faceva prima che la lasciassimo. E' stata con noi tutto il tempo. Ha mangiato dalle nostre mani, ed ha riscoperto il suo letto. Ha passato la notte con noi, felice. Però la nostra partenza per Catania è stata meno drammatica del previsto; E' stata lì, a vederci caricare la macchina, salire Lara al suo posto sui sedili posteriori, ...ed è rimasta dentro il giardino a fare la guardia. Ce ne siamo partiti in silenzio, un pò tristi.
Questo è successo domenica. Il lunedì siamo andati a fare il pranzo di Natale con mia sorella a casa di una delle sue figliole. Sì. Si era in famiglia, ma che atmosfera diversa rispetto alle feste di tanti anni fa. Intanto tante persone mancavano e la loro mancanza pesava nei nostri cuori come macigni...poi...da furbo qual sono dopo pranzo mi son sentito male ed il mio sorriso, aggrappato com'ero alla poltrona che mi aveva accolto,sembrava uno stereotipo a cui non credeva nessuno. Poi a casa a passare una nottata che aveva poco di festivo.
Giorni normali, tutto considerato un poco tristi, perchè li abbiamo passati da soli Marica ed io. Ogni tanto prendevo il telefono e facevo gli auguri a qualcuno. Non uno di seguito all'altro per non essere avvilito dalla routine festiva.
Le persone che cercavo io non per senso del dovere ma per amicizia, generalmente non rispondevano: alcuni erano partiti per vacanze sulla neve, altri erano semplicemente fuori casa ed avrei dovuta fare un'altra telefonata spesso, poi, dimenticata.
In fondo non mi aspettavo di più da queste feste. Sentiamo ogni anno di più la mancanza di amici, ed i brindisi in due...hanno un filo di tristezza che si stenta a mandar via.
Quest'anno non abbiamo fatto il Presepe. E nel mio ricordo ci sono quei bei Presepi, immensi, con fiumi, laghi e pastorelli di ogni tipo davanti ai quali, ogni giorno per la Novena, venivano gli zampognari a suonare le nenie del Natale.
E poi l'atmosfera: La casa prendeva un assetto diverso per tutto il periodo delle feste, sino all'Epifania. E c'erano sempre i tavoli preparati per i giochi, e visite a ripetizione di amici di papà e mamma, ed io mi scolavo, di nascosto i fondi di bicchierini di quanto rimaneva di liquori: i rosoli. Fatti da mamma qualche giorno prima. I regali non si sapeva cosa fossero. Si mangiavano le scacciate con tuma e acciughe, il cui odore sento ancora. E l'ossessione dei compiti delle vacanze.
Ma forse quel che ricordo era solo la mia giovinezza. GIGI

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