mercoledì 30 gennaio 2008

La politica di ieri e di oggi...

Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico,
ar contrariode Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso!
Famo l'ira de Dio !

Ma appena mammace dice
che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.


Poesia scritta da Trilussa

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Per onestà dico che il post è mio, cioè di giò, ma ho usato il nick di mio marito perchè questa poesia mi piaceva troppo. L'ho pubblicato anche su bloggerbash. Descrive i tempi odierni della politica italiana. Ciao ciao a presto giò.
P.S Il commento a susy è di antonio invece

Zia Jaja ha detto...

Hai ragione che la politica non è cambiata, ma forse siamo cambiati noi. Una volta la coerenza, i principi, il rispetto per l'altrui idea, erano fondamentali; oggi purtroppo la fanno da padroni i cosidetti "voltagabbana", i qualunquisti, gli arrivisti l'egocentrismo non da spazio al dialogo e ad un sano scambio di idee. Ciao Gloria

Anonimo ha detto...

No, c'è qualcosa di inesatto. Oggi a idee diverse corrispondono...tavole diverse. Mangiano ciascuno per i fatti loro...nel piatto nostro che si sono portati nel proprio cubicolo.Sai? Non credo tu abbia ragione quando dici che la politica non è cambiata. Perchè sono scomparsi gli uomini politici che si battevano per il bene dell'Italia. I vecchi nomi della politica ci hanno regalato gli anni sessanta. Prima del 67-68 in cui l'Italia ha perfino vinto il premio della miglior moneta internazionale. Negli uomini politici di oggi, specialmente col fatto che li designano i partiti, sono concentrate tutte le miserie che Gloria elenca nella seconda parte del suo commento. E non vedo via di uscita. Non si vuole rilanciare l'Italia, e ce ne sarebbero i mezzi. Ma ci vorrebbero uomini della levatura dei leader del dopoguerra che hanno saputo costruire la seconda Italia facendone una nazione fra le sette più grandi del mondo. Partendo da niente. Quello che mancano oggi sono i politici che amino l'Italia e facciano i suoi interessi e non i propri. Mi viene da piangere. L'unico che mi ricorda un uomo ragionevole ed affidabile è Veltroni. Ma!!! GG

Anonimo ha detto...

@ Gloria..più divento vecchia e più mi accorgo che hai ragione...tutti si lamentano ma nessuno ha voglia di tirarsi su le maniche e darsi da fare. E non parlo solo dei politici, ma degli italiani stessi, capaci solo piangersi addosso, a pretendere aiuti, che gli vengano risolti i problemi esistenziali e vitali, ma l'egocentrismo la fa da padrone.
@ Gigi..Il discorso di Veltroni è quello che ti avevo scritto nel tuo blog di bloggerbash ma era saltato il commento...anche io ho posto la mia fiducia in lui, spero solo che non si lasci intaccare dagli interessi personali come fanno gli altri
Ciao e un grande abbraccio a tutti e due. Giò

bigbruno ha detto...

Questo scritto di Trilussa è fantastico! Approfitto x dire una cosa... Forse avrete fatto caso che non commento mai post che trattano di politica "partitica". Ci sono svariate ragioni, ma la fondamentale è che, dalla fine degli anni '70, non ci credo più, nemmeno un po'. Sono rimasto fermo a Moro, a Berlinguer, a Craxi, ad Almirante...a uomini che erano un simbolo, una bandiera... Poi sono cominciati i rimescolamenti, i rimbalzi da una parte all'altra, i crolli delle ideologie, i continui giochi a tavolino che durano da natale a s.to stefano, le alleanze incredibili (e apparentemente inammissibili) a dx e sx... Ero giovane e forse avevo una voglia, una passione, un entusiasmo diversi da adesso... Ora mi fanno quasi tutti ribrezzo. Puntualmente chi sta sul seggiolone tira da una parte sola, la propria... Ammetto di non essere all'altezza neppure di formulare giudizi, ipotesi o quant'altro, a livello nazionale. Mi limito a constatare, e anche dicendo la mia a voce grossa, che la realtà nel mio Comune va sempre peggio, soprattutto x le categorie + deboli (e non parlo solo di invalidi o handicappati), e non v'è dubbio che la colpa è ed è sempre stata di una parte sola... Da che si vota, nella ns Repubblica, qui hanno sempre fatto e disfatto i cari compagni, avendo, fino a pochi anni orsono, riscosso consensi bulgari. Mi auguro che nelle altre parti d'Italia i compagni siano migliori di questi... Un caro saluto, bb.