Benigni show tra sesso e politica
Prima dell'Inferno di Dante la satira: da Berlusconi a Prodi, dai Savoia a Storace le battute del comico
Roberto Benigni (Ansa)
MILANO - Prodi e Berlusconi, Bindi e Bondi, Veltroni e Storace, Mastella e Casini, i Savoia. E con loro molti altri. Alla fine c'erano quasi tutti nel teatrino della politica dello show di Roberto Benigni su Raiuno. Un fiume in piena tra calambour, satira politica e frequenti richiami a battute su temi sessuali e «parolacce» volutamente inserite qua e là. Tema, quest'ultimo richiamato dal quinto Canto dell'Inferno che, nella seconda parte della serata, Benigni ha commentato.
TELETHRON - Ma è un'ora circa, a ritmo serrato, Benigni prende di mira con lo scherzo e l'allusione il mondo poltico, tuffandosi nell'attualità. Il primo affondo è per i Savoia: «Mandate sms da 1 euro per una famiglia piemontese indigente, vissuta all'estero perché senza permesso di soggiorno. Si chiamano Savoia, hanno nomi altisonanti ma sono poveri: sono in 4 ma con 3 ville, hanno due yacht ma non possono comprare i due modelli nuovi usciti. Hanno chiesto 260 milioni per le spese, non vogliono di più. Il bello è che ora vuole i rimborsi anche il Granduca di Toscana, ma in fiorini d'oro e pure i Borboni vogliono soldi»,. Ma poi, come ci si poteva aspettare si arriva subito a Berlusconi: «Questione di democrazia: per cinque anni me la sono presa con il governo, ora tocca un po' all'opposizione». Ecco dunque Berlusconi che «c'ha avuto cinque mogli, di cui due sue» e che farebbe meglio a fondare «il partito del popolo dell'armadio», per quante volte ci si è nascosto dentro. Prodi che ha vinto le elezioni «con uno scarto di 25 mila voti, 25 mila coglioni, tutti omosessuali». E che «prima andava a messa una volta a settimana ma ora ha fatto mettere una cappella a Palazzo Chigi per pregare per la buona salute dei senatori a vita». Tremaglia che «in An non lo salutano più da quando gli italiani all'estero hanno votato a sinistra».
PISELLI - Benigni riprende i fili dei fatti degli ultimi anni e delle ultime settimane. Non potevano mancare battute su Mastella ( «Mastella diceva sempre: o faccio il ministro o niente, ho faccio il ministro o niente. Ve lo ricordate, vero? Bene, è riuscito a fare tutte e due le cose...».) e D'Alema: «L'hanno candidato alla presidenza della Camera e ha detto che per il bene delle istituzioni faceva un passo indietro. Poi alla presidenza della Repubblica e per il bene delle istituzioni ha fatto un passo indietro. L'avevo invitato qui, poi gli ho detto che avevo dato il suo posto a Veltroni e mi ha detto che per il bene della diretta faceva un passo indietro...». E ancora Francesco Storace: («è un grande filologo, ha ripristinato il vero saluto romano: 'mortacci tua, te ceco l'occhì») e Buttiglione ( «Il sesso governa il mondo. Uno per parlarne dovrebbe possederlo. Buttiglione è un grande filosofo, ma ha l'aria di uno che non ha neanche il pisello. Per carità, può darsi ne abbia due. Rocco e i suoi piselli»).
.
10 commenti:
Molto divertenteeee.... è un grande ..ciao susy
Io invece mi sono guardata Il capo dei capi per non dimenticare Falcone e Borsellino e soprattutto gli agenti delle loro scorte. giò
E io, invece, mi sono perso in altri lavori... ma avrei optato sicurissimamente x "il capo dei capi". Sarò impopolare ma...Benigni mi sta sulle balle, come tutte le persone "troppo esagerate"... e lui lo è sempre. bb
pienamente d'accordo con te bb. Ha trasformato la divina commedia in uno spettacolino da quattro soldi con la scusa di volerla far diventare popolare. Bleah...giò
sono in totale disaccordo con farfallaleggera. ieri sera benigni non mi ha fatto solo ridere, mi ha fatto piangere enormemente. mi ha toccato il cuore per come ha descritto benissimo il canto di francesca (e paolo), come ha raccontato i sentimenti che lo compongono. il comico si è trasformato in cantore. e poi alla fine l'ha declamato, pesando ogni parola, ogni terzina; regalandoci e regalandosi all'ultimo verso anche una lacrima. una serata storica per la televisione, altro che spettacolino. non c'è storia con l'apologia del capo della mafia (mentre il padrone del canale giorni fa rivalutava un altro mafioso: mangano).
Embè io non ho mica onorato il capo mafioso...ho semplicemente detto che è stato un film che onorava anzi falcone e Borsellino. Il commento sopra è mio, l'anonimo tanto per intenderci, e ho aggiunto sotto che Benigni poteva farne a meno di decantare La dinina commedia in piazza. Se poi ti piace tanto la suddetta e ti fa piangere perchè non ti compri i suoi libri e non li leggi, magari seduto su un bel divano comodo. Io l'ho fatto I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANI DELLA FABBRI EDITORE. Non c'è mica bisogno di Benigni per leggersela o per leggere altro....ciao ciao giò
Un monologo lungo tre ore: dalle 8,30 alle 11,30. Senza un attimo di pausa ne di pubblicità.Senza un bicchiere d'acqua. Che ha toccato punti delicati della vita italiana con una intelligente satira politica, una critica a pieno campo, seguito da un impercettibile passare a cantare le qualità del popolo italiano e siciliano, un pò a fare ammenda delle cose che aveva dovuto criticare subito prima. Una espressione a tutto campo che si ritrova a spiegare pagine bellissime della poesia di Dante che quanti conoscevano? e quanti avrebbero conosciuto? Per passare dopo una correttissima spiegazione di storia e versi al piano finale: La lettura del camto, ora comprensibile ai più, recitato in una atmosfera serena in cui si ritrovavano le cose prima spiegate ed ora comprensibili. Per carità, si è padronissimi di stare davanti alla TV a seguire la fiction del capo dei capi, ma non si impara un grammo di più e non si ritrova quell'arte magistrale ed irripetibile che sgorga da Benigni.E quanto al non dimenticare i martiri, non credo sia la strada migliore. Tre ore di fascino hanno insegnato tanto a tante persone che forse non sapevano trarre godimento da versi bellissimi riportati solo adesso alla modernità della nostra lingua. E la commozione era vera. Certo, in se lo spettacolo richiedeva una base di cultura agli spettatori, che però venivano presi per mano e fatti salire. Mi è piaciuto molto Benigni, mi sono divertito e commosso, girando su un piano d'un palmo superiore a quelli a cui ci hanno abituati. Chi ha seguita la trasmissione, ha imparato qualcosa che non dimenticherà facilmente e, principalmente avrà scoperto che esiste Dante e che ha scritto cose stupende che possiamo leggere in una chiave di lettura moderna. Baci, GG
GG, concordo (si dovrebbe dire "quoto", ma non mi piace tanto) ogni singola lettera da te scritta, e vorrei utilizzare il tuo commento come risposta a farfallaleggera. Coadiuvandolo con una postilla necessaria: parenti e amici delle persone perbene (Falcone e Borsellino, ad esempio, ma anche altre) descritte nella fiction di Mediaset segnalano le incongruenze e gli errori nelle descrizioni e nei fatti rappresentati. E infatti è una FICTION, non è la storia vera. Non voglio fare la parte del Ministro dementemastella, non intendo certo censurare un'opera. Ma bisogna sapere di cosa si parla.
Ciao sono Antonio il marito della farfallaleggera. Dovete avere pazienza con lei, è di una ignoranza pazzesca...non sa nulla di nulla ed in questi giorni è ritornata sui banchi di scuola...Ed io mi ritrovo a fare il bucato, cucinare, a pulire casa, uauauauah aiuto! Beati voi che potete guardare Benigni...ciao
Il mio parere ed è naturalmente solo mio. "Il capo dei capi" potevano fare a meno di farlo non mi sembra giusto aver fatto una fiction per una "persona" così, il ricordo di Falcone e Borsellino si poteva farlo in altro modo; mentre per Benigni, che non amo e che non mi piace eccessivamente, devo dire che ha reso meno ostica una cosa che credo moltissimi abbiano odiato durante la vita scolastica. Sicuramente poi non è la stessa cosa declamata e spiegata come l'ha fatto lui che non comodamente seduti in poltrona a leggersi "La Divina Commedia" senza capire cosa stai leggendo. Ciao Gloria
Posta un commento