sabato 23 ottobre 2010

cose da pazzi

oggi leggendo il tg5 on line ho trovato una notizia che mi ha davvero sconvolto: ad Avetrana, il paese purtroppo venuto a conoscenza x l'orrenda morte della ragazza Sara Scazzi, il sindaco si è trovato costretto suo malgrado a transennare le strade che da casa di Sara portano a casa degli assassini, perchè sono giunti dei pulmann organizzati dalla calabria e dalla basilicata,per vedere e fare le foto del posto dell'orrore.
Ma io domando e dico Gli italiani si sono bevuti il cervello? ma andassero a pigliarselo in quel paese, scusate la bruttura della parola, ma mi sono resa conto che una cosa di cui abbiamo perso il significato della parola è RISPETTO X IL DOLORE ALTRUI. Non parlo della famiglia Misseri, ma soprattutto della famiglia di Sarah.

4 commenti:

annamaria ha detto...

Io credo che il rispetto dovrebbe cominciare proprio dalla televisione che trasmette programmi al pomeriggio e al mattino che parlano del fatto orribile accaduto.
Tutti sanno tutto, tutti devono dire, parlare, perfino sul web, si facebook...alimentando fantasie, che portano a questo turismo macabro.
Ci vuole silenzio e lasciare che gli inquirenti facciano il loro lavoro. SILENZIO, nulla più.

bigbruno ha detto...

E' più facile e comodo sciacquarsi la bocca coi fatti altrui che pensare a gestire i propri... Susy, tempo perso a parlare del "rispetto x il dolore altrui" quando neppure ne conosciamo il significato, della parola RISPETTO. Ben venga il SILENZIO, come giustamente dice Giò... ma ci credo poco! bb

Farfallalegger@ ha detto...

Oggi su canale 5 ne parlavano di nuovo...una vergogna unica!

Alby ha detto...

Ormai non c'è più rispetto per niente, figuriamoci per tragedie di questo genere, i giornalisti, giornali, televisioni, vivono solo su tragedie delle persone, si fanno le lotte tra loro per avere più spettatori per programmi che hanno dell'incredibile, speculazioni su morti e sofferenze delle persone, il bello è che sono anche persone che hanno da dire la loro come se fossero esperti e giudici.
Il turismo è diventato metà per luoghi dove avvengono tragedie e non per città di cultura o storia, siamo come si vuol dire alla frutta, giustamente come dici Bruno, è meglio pensare agli affari altrui che ai propri, che indecenza!!