Uccide la moglie e percepisce lo stesso la pensione di lei
La legge non permette la rinuncia
26/10/2007
Aveva ucciso la moglie nel 2003, perché lei voleva la separazione. Adesso incassa la sua pensione.
Protagonista un uomo della provincia di Perugia, condannato a 30 anni di carcere per aver sparato alla consorte.
Nonostante l'uxoricida abbia dichiarato di volervi rinunciare, continua a ricevere l'assegno: la legge non permette infatti di sottrarsi.
La donna aveva presentato il ricorso per la separazione giudiziale, chiedendo l'affidamento del figlio di 10 anni e l'assegnazione della casa.
Da qui il tragico gesto dell'uomo, che non ha mai negato la sua colpevolezza: "Non sono pentito, lo rifarei".
L' assassino ha diritto per legge a ricevere comunque la pensione della vittima, l'80% della somma a lui, il 20% al figlio. "
Il padre ha perso la patria potestà - ha detto il suo avvocato Claudio Caparvi - ed è stato dichiarato indegno a succedere per quanto riguarda l'eredità della moglie.
Ma la pensione spetta a lui per l'80%: non è possibile nemmeno rinunciarvi".
Ogni richiesta di rinunciare a questa somma è andata a vuoto perché "sussiste il diritto del vedovo alla concessione della propria quota di pensione.
E' un diritto a titolo originario". Il fatto che sia stato ritenuto indegno per quanto riguarda l'eredità non ha effetti sulla riscossione della pensione.






1 commento:
stasera sono in vena di canzoni... questo mi ricorda un brano di Patty Pravo "Pazza Italia!" (nuova versione di "Pazza idea"...) eh eh
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