domenica 27 aprile 2008

Lara e noi


Cari amici, è ora di farmi vivo. E’ da tanto tempo che non scrivo più che le cose da dirvi si sono accumulate. Ed allora…

Lara. Vi ricordate di Lara? E’ il cane che mi è rimasto dopo che sia Bricco che Perla sono tornati al paradiso dei cani lasciandoci dentro una grande nostalgia di loro.

Adesso Lara fa 16 anni. Tanti per un cane, ma anni di amore che è andato crescendo. E Lara la vediamo andar indietro giorno dietro giorno con la sua salute. Se vi ricordate di lei sapete che è diabetica, cieca e con una brutta artrite che le rende molto stancante e doloroso il camminare. E’ sempre la stessa: ma il suo amore per me e sempre più grande. Se sta un po’ senza vedermi, mi viene a trovare, nel mio studio o nel soggiorno e pretende carezze a non finire e poi si accoccola accanto a me. Cosa che non fa con Marica. Sente arrivare la mia macchina e, rientrando a casa, la trovo ad aspettarmi dietro l’uscio impazzita dalla gioia. Io le dedico una mezz’ora del pomeriggio per portarla a spasso per le vie del condominio. Ma per lei, che lo pretende, è sempre una cosa più dolorosa. Farà una ventina di metri e poi si siede, e poi si sdraia per riposarsi. Ma, appena riposata, ricomincia a camminare con tenacia. Non so se tiene di più alla passeggiata o ad essere portata da me. Marica le dedica a questo scopo più di un’ora ogni mattina. E lei si è perfino rassegnata, se non bastano questi tempi, a fare le sue cose in terrazza. Cosa che odia perché si è da sempre abituata ad utilizzare un terreno nudo o con erba, rifiutandosi di sporcare una superficie pavimentata.

E così, ogni mattina ed ogni sera, si assiste a questa tenera passeggiata di due persone non più giovani e piene di acciacchi, con un cane cieco ed obeso, felici tutti di passeggiare assieme.

Sappiamo che fra poco anche Lara ci lascerà. Ed abbiamo un cuore che si fa piccolo così all’idea di perderla. Invecchia giorno dopo giorno come noi, ma lei più velocemente. La vediamo far passi indietro direi ora dopo ora. Quello che non può più fare aumenta di giorno in giorno: direi a vista d’occhio.

Poche persone, credo, saranno in grado di capire cosa questo significa per noi. Una tristezza dolcissima che frena a fatica le lacrime. Direte che si tratta solo di un cane. Ma lo potrà dire solamente chi non ha avuto mai la gioia di scoprire l’intelligenza, la bontà, la dedizione incondizionata, l’astuzia, il carattere, l’amore che reggono la vita di una cane. E 16 anni di vita insieme legano molto più di quanto, a volte, non leghino due persone.

E’ stata dovunque con noi! La ricordo sulle Dolomiti, sul tetto della Marmolada dove ha scoperto la neve ed il ghiaccio. A Casa Carezza dove andavamo i primi quindici giorni di luglio di ogni santo anno a rotolarsi sui prati. A mare, ogni anno, dove nuotava felice dietro a noi a volte imponendoci dei ritmi superiori ai nostri ( e quel suo fermarsi ad aspettarci! ). A Pantelleria, e nelle sontuose dimore nelle prefetture in cui mio fratello era Prefetto. A Firenze, dove ci aspettava fuori, buona buona, se si visitava un posto dove non era permesso che entrassero cani. Che volete che vi dica! Questi ultimi 16 anni della nostra vita sono indissolubilmente legati a lei: che, sempre dolce e contenta non ci permetteva di lasciarla a Catania.

Ed ora la vedo stanca e desiderosa solo di noi. Ne parlo con una dolente serenità, desideroso solo di farle vivere quel che le resta di vita senza farle mancare una carezza. Quest’estate resteremo a Catania. Nella mia villetta a Brucoli c’è una rampa di scale per entrare in casa. E lei non è più in grado di farla. Ed allora, perché farla soffrire o farla sentire umiliata?

Ecco. Non vorrei che soffrisse. Vorrei che andasse via con la mia mano a carezzarla, e con la pace nel cuore, e senza bisogno di alcun intervento esterno come è stato necessario per Bricco. Il mio Briccone! E senza le sofferenze di Perla alla fine ridotta col posteriore paralizzato senza che nessuno sapesse il perché e mandata a morire in una clinica per cani di Taormina, lontana da noi.

E’ un post triste? Forse un po’ sciocco o esagerato? Bene, se lo avete trovato tale non sarete arrivati a leggere fino a questo punto. Ed io, giusto a questo punto mi sentirò un poco più solo, ma sempre sereno e contento del regalo che per tanti anni il Signore mi ha fatto.

Tanti baci da GIGI.

5 commenti:

susy ha detto...

ciao gg, non è un post triste, anzi l'amore che provi x i tuoi anìmici a 4 zampe rende l'idea di quanta gioia portino a noi umani. ciao susy

giulia ha detto...

Gigi caro devi perdonarmi! Stò attraversando un periodo difficile e la tag con i tuoi cari amici...non l'ho ancora fatta! Ho letto con piacere che tutto procede con "serenità".......Gli animali io ci vivo tutti i giorni a contatto con loro e non saprei fare senza, gli amo tanto! Sò il bene che avete dato a Bricco e Perla.....tanto. L'amore per gli animali si vede dai sacrifici che si è disposti ha fare come con le persone......e io dò tutto anche se nel tuo caso sembra di no! Ti abbraccio forte a presto con la mia promessa........un bacio

bigbruno ha detto...

Si sente tutto, l'amore che provi per questa cagnetta. Ed è molto bello. bb

Alby ha detto...

Caro Gigi, io so cosa provi in questo memento, io ho avuto un cane che per me era come un figlio, si, uno penserà che è esagerato ma nn è vero, ha vissuto con me per 13 anni, dividendo con me le gioie e le tristezze della vita, Bell il suo nome era sempre molto coccolone e dormiva ai miei piedi nel letto con me, era una pastore, un incrocio tra un setter e uno shetlean scozzese, (se si scrive cosi) lui mangiava solo da me e ogni giorno stava ad aspettarmi dietro la porta di casa pronto a farmi mille feste e più, l'ho visto morire tra le mie mani e il suo ultimo sguardo pietoso e pieno d'amore per me mi è rimasto nel cuore, ancora oggi a distanza di tanti anni in casa mia ci sono le sue foto appese alle pareti, e ne parlo sempre e quando vedo altri cani con i suoi chiamamoli padroni, dico sempre che il mio era meglio, sarà che io lo trattavo come una essere vivente e nn come un cane, cosa che oggi vedi in giro, lui ha sempre amnifestato amore e simpatia per me anche se in casa eravamo in 5, Bell nn era un cane ma una persona che era sempre pronto al mio fischio o al solo chiamarlo per nome, stava ore sul balcone a guardare le persone che passavano per vedere se ero io, pensa che conosceva la mia auto e delle volte faceva diventare matta mia madre perche iniziava a correre impazzito nella cucina e per mia madre era come un campanello che la informava che arrivavo a casa.
Bell nn c'è più ma nel mio cuore è sempre vivo e sempre rimarà. ciao Gigi

Farfallaleggera ha detto...

Commovente quello che hai scritto, ma purtroppo la morte fa parte della vita: la vita è un ciclo per tutti gli esseri viventi, animali o esseri umani (che poi discendono dalle scimmie=animali), si nasce si vive e si muore. L'unica cosa buona della vita è amare chi ci circonda quando sono in vita....